Il 28 aprile scorso, a Casale Monferrato, si è svolta una toccante giornata dedicata al ricordo delle vittime dell’Eternit, un momento di riflessione collettiva che ha coinvolto numerose scuole del territorio all’interno del progetto di rete Scuolainsieme. Tra i protagonisti anche gli studenti dell’IIS Leardi, in particolare le classi 4^BL e 3^B Tur, che hanno partecipato attivamente dando voce a storie di dolore, memoria e consapevolezza.
Il contributo degli alunni del Leardi si è distinto per l’intensità del lavoro svolto nelle settimane precedenti: i ragazzi hanno infatti raccolto e rielaborato testimonianze dirette, intervistando docenti dell’istituto segnati personalmente dalla tragedia dell’amianto. Alcuni di loro sono orfani di genitori vittime di mesotelioma, altri, come il Professor Cassano, oggi in pensione, convivono direttamente con questa patologia.
Durante la giornata, gli studenti hanno letto pubblicamente le interviste, trasformandosi in veri e propri portavoce di una memoria spesso silenziosa. Un gesto che ha reso ancora più concreto il legame tra passato e presente, tra esperienza personale e coscienza collettiva.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione trasversale di studenti di ogni età, dalle scuole superiori fino ai bambini della scuola dell’infanzia. «La cosa che mi ha fatto più piacere è stata vedere tantissimi bambini, anche molto piccoli, partecipare e leggere alcune parole», racconta Lisa Usai, studentessa della 4^B del liceo artistico. «È stato emozionante perché si cerca di dare consapevolezza anche a loro, di far capire cosa è accaduto nella città in cui vivono».
Le letture hanno suscitato grande partecipazione tra il pubblico: studenti, docenti e cittadini hanno condiviso un momento di intensa commozione. Attraverso le testimonianze, i ragazzi hanno dato voce anche a storie vicine, legate alla quotidianità scolastica. È il caso, per esempio, delle professoresse Perotto e De Regibus, che hanno perso le loro madri a causa del mesotelioma. «Sono insegnanti che vediamo tutti i giorni nei corridoi e non avremmo mai immaginato il dolore che portano con sé», commenta Lisa. Per molte famiglie, infatti, la scelta di condividere pubblicamente la propria esperienza non è stata immediata, ma è maturata nella volontà di contribuire a una memoria condivisa.
La giornata si è conclusa con un forte senso di unità. «Ci siamo sentiti davvero parte di una comunità», afferma Lisa. «Ed è proprio questo il risultato più importante: trasformare il ricordo in impegno, la memoria in responsabilità collettiva», commenta Nicoletta Berrone, Dirigente Scolastica dell’IIS Leardi.





I.I.S. "LEARDI"