Come integrare l’intelligenza artificiale nella didattica senza rinunciare al valore del pensiero critico, alla creatività e alla centralità della persona? È questa la domanda che ha guidato il corso di formazione “Progettazione didattica e apprendimento critico nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, promosso dall’IIS Leardi nell’anno scolastico 2026/2027 e ideato dal professor Ilenio Celoria, con la collaborazione della professoressa Chiara Carrera.
Il percorso, articolato in 30 ore di attività in presenza, è stato pensato per avvicinare i docenti alle nuove tecnologie, offrendo loro strumenti concreti per comprendere e sperimentare le possibilità dell’intelligenza artificiale generativa nei diversi ambiti disciplinari. L’obiettivo, tuttavia, non è stato semplicemente quello di imparare a utilizzare nuove piattaforme, ma di interrogarsi sulle modalità con cui queste possono trasformare l’insegnamento e favorire l’apprendimento degli studenti.
«Esistono essenzialmente due modi di intendere l’intelligenza artificiale» spiega il professor Celoria. «Da una parte, la si considera uno strumento in grado di sostituire la mente umana e il lavoro dell’uomo; dall’altra, si può interpretarla come una forma di intelligenza aumentata, capace di ampliare le nostre possibilità. È questa la prospettiva che abbiamo scelto di approfondire durante il corso: l’IA può aiutarci a svolgere determinate attività più velocemente, ma soprattutto può contribuire a sviluppare la nostra creatività e a esplorare nuove strade. Non deve sostituire la figura umana, bensì potenziarne le capacità».
Una distinzione fondamentale anche in ambito scolastico, dove l’introduzione dell’intelligenza artificiale richiede non soltanto competenze tecniche, ma una riflessione consapevole sulle finalità educative e sulle metodologie didattiche. Il punto di partenza è stato il prompt design, ovvero la capacità di formulare istruzioni efficaci per dialogare con gli strumenti generativi e ottenere risultati coerenti con gli obiettivi didattici. A partire da questa prima esperienza, i docenti hanno esplorato le possibilità offerte dall’IA per la produzione di testi, la creazione e l’analisi di immagini, la realizzazione di materiali grafici e multimediali.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche agli assistenti virtuali per lo studio, come NotebookLM, utilizzabili per analizzare testi e documenti e costruire percorsi di apprendimento personalizzati. La sperimentazione ha coinvolto discipline differenti, dall’arte all’ambito audiovisivo, fino alla chimica e alle scienze, con l’intento di mostrare come le nuove tecnologie possano essere adattate a esigenze formative diverse e diventare una risorsa concreta per il lavoro quotidiano in classe.
Il programma ha alternato momenti teorici e attività laboratoriali, privilegiando la sperimentazione diretta e la produzione di elaborati utilizzabili nella pratica didattica. Accanto alla generazione di contenuti, il percorso ha affrontato temi cruciali come il rapporto tra intelligenza artificiale e arte, l’educazione a un utilizzo consapevole ed etico degli strumenti digitali e la tutela della privacy. L’obiettivo è fornire agli insegnanti non soltanto nuove competenze operative, ma anche criteri per valutare criticamente i risultati prodotti dall’IA e accompagnare gli studenti a un uso responsabile della tecnologia.
«La scuola è chiamata ad accompagnare i cambiamenti della società, offrendo ai docenti occasioni di aggiornamento e di confronto che permettano di affrontare le nuove sfide educative con consapevolezza. L’intelligenza artificiale è un’opportunità importante, a condizione che venga integrata nella didattica con senso critico e attenzione alla crescita degli studenti. La tecnologia può arricchire il lavoro degli insegnanti, ma non può sostituire la relazione educativa, la capacità di giudizio e la responsabilità di chi insegna», sottolinea la dirigente scolastica Nicoletta Berrone.
La formazione promossa dal Leardi si inserisce così in una riflessione più ampia sul futuro della scuola: in un contesto in cui gli strumenti di intelligenza artificiale diventano sempre più accessibili, la sfida non consiste soltanto nell’imparare a utilizzarli, ma nel comprenderne le potenzialità e i limiti. Una sfida che chiama in causa direttamente il ruolo del docente, chiamato a guidare gli studenti non verso una delega passiva alla tecnologia, ma verso un apprendimento più consapevole, autonomo e creativo.

Celoria
I.I.S. "LEARDI"