I.I.S. "LEARDI"

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Istituto di Istruzione Superiore

Erasmus a Elche: per gli studenti dell’IIS Leardi un’esperienza di crescita tra scuola, lingua e nuove culture

Si è conclusa nei giorni scorsi l’esperienza Erasmus+ del secondo gruppo di studenti dell’IIS Leardi partiti per Elche, in Spagna, accompagnati dalle docenti Catalano Laura e Michelerio Barbara. Un progetto che ha coinvolto studenti di diversi indirizzi scolastici e che si è rivelato, ancora una volta, un’importante occasione di crescita personale, linguistica e culturale.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: il primo, in mobilità di gruppo dal 12 al 18 aprile, composto da Luis Plaka (2AFM), Luca Locci (5AFM), Marco Scolletta (5AFM), Sara Congiu (3AFM) e Andrea Varvelli (3AFM); il secondo, in mobilità individuale dal 12 al 25 aprile, formato da Alessia Gabotto (4 CAT), Luca Valentin Ferraris (4 CAT), Riccardo Biscaro (4 CAT) e Aida Vasiliu (3^AL), che rientreranno insieme al terzo gruppo. Hanno inoltre preso parte all’esperienza, in attività di job shadowing, anche il professor Biagio Tassone e la professoressa Anna Maria Pugno.

Gli studenti sono stati accolti presso famiglie ospitanti di Elche, una scelta che ha permesso loro di vivere un’esperienza autentica e profondamente immersiva nella quotidianità spagnola. La permanenza in famiglia ha favorito l’uso costante della lingua e la conoscenza diretta di abitudini, ritmi e tradizioni locali. Le famiglie si sono dimostrate disponibili e attente, organizzando momenti di svago e socializzazione con visite a città come Murcia e Alicante, oltre a pomeriggi al mare nelle spiagge di Santa Pola e Urbanova.

Ad accoglierli è stata la scuola partner IES Tirant lo Blanc, che ha predisposto per ciascuno un orario personalizzato sulla base del percorso di studi e delle competenze individuali. Questo ha consentito agli studenti di seguire lezioni affini alla propria formazione, tra economia, disegno tecnico, arte e altre discipline. Tutti hanno partecipato alle lezioni di inglese, lingua veicolare dello scambio, ma anche di spagnolo, indispensabile nella vita quotidiana. Alcuni studenti hanno persino avuto l’opportunità di assistere a una lezione di italiano e di intervenire attivamente, ad esempio contribuendo a una spiegazione sui congiuntivi.

«L’esperienza dell’Erasmus è stata sicuramente molto immersiva, fantastica», racconta Andrea Varvelli. «Il fatto di vivere in famiglia ti fa capire davvero qual è il loro stile di vita e ti immerge completamente in un’altra cultura. È proprio questo il bello dell’esperienza: capire come vivono gli altri, aprire gli occhi su un’altra visione del mondo».

Andrea sottolinea anche l’impatto avuto dall’ambiente scolastico spagnolo: «Ho trovato una scuola molto aperta, rassicurante, dove puoi essere te stesso. I ragazzi li ho visti molto più spensierati e anche più interessati alle lezioni, forse perché hanno la possibilità di scegliere le materie da seguire e non si sentono costretti».

L’esperienza ha lasciato anche un importante segno umano, così racconta Sara Congiu della 3^AC: «Mi ha permesso di creare rapporti bellissimi con persone stupende: i ragazzi spagnoli che ci hanno ospitato, così come la famiglia presso cui soggiornavo, che mi ha preparato piatti tipici buonissimi ogni giorno. All’inizio avevo paura di non riuscire a comunicare, ma mi sono presto accorta che era molto più semplice di quanto pensassi. Della scuola spagnola mi ha colpito il rapporto molto informale che i ragazzi hanno con i loro professori.».

Anche i docenti coinvolti nel job shadowing hanno potuto assistere a lezioni delle proprie discipline e di materie affini, confrontandosi con i colleghi spagnoli su metodologie didattiche, approcci educativi e pratiche scolastiche differenti. Un’occasione preziosa di scambio professionale che ha permesso di ampliare prospettive e consolidare relazioni di collaborazione internazionale.

«L’Erasmus rappresenta una straordinaria opportunità educativa, non solo per il potenziamento linguistico, ma soprattutto per la crescita personale e culturale dei nostri studenti», sottolinea la Dirigente Scolastica Nicoletta Berrone. «Vivere anche solo per un breve periodo in un altro Paese significa imparare ad adattarsi, diventare più autonomi, sviluppare senso di responsabilità e capacità relazionali. Sono esperienze che restano e che contribuiscono a formare cittadini più consapevoli, aperti e pronti ad affrontare il futuro».