La mobilità Erasmus a cui abbiamo partecipato aveva lo scopo di aprire gli orizzonti dell’insegnamento per adulti osservando e integrando i modi e gli usi esteri, nello specifico quelli greci, nella nostra quotidianità.

Arrivo ad Atene. Visita al Parlamento per il famoso cambio della guardia
Durante la nostra mobilità abbiamo partecipato alla vita di due diverse scuole. La scuola host, la Second Chance School of Agias Paraskevis, è un corso dedicato ad alunni che non abbiamo ottenuto il diploma di gymnasium (in Grecia il sistema scolastico è suddiviso in 6 anni di elementari, 3 di gymnasium e 3 di liceo o scuola tecnica; l’obbligo scolastico risulta assolto a 15 anni ovvero teoricamente al termine del gymnasium ma non tutti gli alunni riescono a concludere con successo il percorso). Il corso dura due anni, al termine dei quali gli alunni ottengono il diploma e possono eventualmente proseguire negli studi. Il concetto di second chance school prevede che gli studenti frequentino corsi di materie base fondanti ma anche pratiche, sessioni di counceling e colloqui con una psicologa. L’approccio della scuola è di tipo attitudinale: gli studenti non sostengono prove e non vengono valutati numericamente, ma il loro progresso viene osservato dal punto di vista della frequenza, dell’impegno e della crescita personale. Gli alunni provengono da varie parti d’Europa e del mondo, per cui l’insegnamento del Greco è preso molto seriamente e sono previsti corsi approfonditi per chi avesse maggiori difficoltà. Proprio per il fatto di non richiedere studio e lavoro a casa né di sostenere prove o verifiche, la scuola attrae alunni di ogni età ed estrazione sociale, ed è luogo di incontro, crescita e rifugio. Lo scopo della scuola e della sua direttrice è quello di mostrare agli alunni la bellezza dell’apprendere: questo avviene attraverso lezioni dialogate, ricerche, laboratori pratici come quelli a cui abbiamo partecipato nel corso della prima serata, numerose visite sul territorio e presso il patrimonio culturale della città, e l’adesione a progetti Erasmus e di scambio culturale.

Il gruppo alla scuola Agias Paraskevi con il team dei docenti
La seconda scuola che abbiamo visitato è la Vocational Training School of Zografou. Si tratta di una vocational school ovvero di una scuola professionale, in cui vengono proposti corsi pratici di varia natura tra cui parrucchiere e barbiere, programmazione e gestione database, professioni sanitarie. La scuola ha una durata di 4 semestri, al termine di ognuno dei quali gli studenti devono sostenere gli esami conclusivi ai corsi seguiti, a cui segue un semestre di stage e inserimento in azienda. La scuola ha un grande successo, anche grazie alla qualità dei laboratori, alla diversità dell’offerta formativa e alla dedizione degli insegnanti. Il successo formativo è altissimo, il tasso di occupazione al termine del corso è eccellente e addirittura una non trascurabile percentuale degli alunni intraprende l’università al termine del percorso. Durante la serata passata presso questo istituto abbiamo avuto modo di visitare i laboratori e di conoscere e parlare con alcuni dei docenti, che gentilmente ci hanno fatto assistere a stralci di lezione. I ragazzi si sono dimostrati attenti e partecipativi, e ben disposti a mostrarci il lavoro che svolgono a casa e a scuola.

Il gruppo alla scuola Zografou con la vicepreside
In generale ci siamo sentiti caldamente accolti ovunque siamo stati, dai colleghi e dagli alunni in primis che tra di loro mostravano uno spirito familiare notevole. Questo ci ha permesso di conoscerli personalmente, di condividere le nostre storie e di ricevere pareri e consigli. Se lo spirito dell’Erasmus è quello di entrare in contatto con le persone e la cultura del Paese ospite, l’esperienza in Grecia ha sicuramente superato le aspettative regalandoci momenti di vita speciali.

Il gruppo conclude l’esperienza ottenendo il certificato dalla scuola host
Da questa esperienza usciamo sicuramente arricchiti in molti modi. Innanzitutto possiamo prendere spunto dal modus operandi della scuola di Agias Paraskevi, ricordandoci che l’insegnamento per adulti non può essere una semplice traslazione dei corsi diurni, ma che i nostri studenti hanno esigenze, motivazioni e vissuti specifici e complessi. Dobbiamo – ancora più che con gli adolescenti – curarci della sfera personale ed emotiva dell’alunno e porre le sue esigenze prima delle necessità didattiche. Sarebbe inoltre utile reimpostare il percorso didattico, spostando l’attenzione dall’ottenimento del risultato curricolare in sé ad un obbiettivo più concreto e personalizzato sullo studente. Per fare ciò si potrebbe pensare di inserire a curricolo del tempo per il counceling, ad esempio dedicando le ore di educazione civica a discorsi concreti e all’orientamento attivo.
Se da un lato è vero che le direttive ministeriali per l’insegnamento per adulti in Italia forniscono linee guida relativamente rigide, è però anche possibile apportare modifiche personali all’interno della propria didattica, e personalizzare l’insegnamento dedicando maggior attenzione allo sviluppo della persona.

Non sono mancati momenti di convivialità e condivisione!

In pieno spirito Erasmus, una buona dose di cultura con la visita all’Acropoli

Arrivederci, Atene!
I.I.S. "LEARDI"